Ci sono due "Maisa", una reale e una fittizia. La Maisa reale è una ragazza quilombola che affronta quotidianamente le forme più svariate di razzismo (istituzionale, strutturale e individuale) e, quindi, si sente inferiore a causa delle sue caratteristiche di persona nera. La Maisa immaginaria è anch'essa una ragazza quilombola, ma che, grazie alla sua esperienza di viaggiatrice tra realtà e culture diverse, si libera da tutti gli stereotipi razziali, diventando consapevole del suo valore come individuo e riscoprendo l'orgoglio della sua identità etnica. Alla fine, la vera Maisa, identificandosi con la Maisa fittizia, riesce a iniziare un processo di riappropriazione delle sue radici afro, dell'autostima e della sua emancipazione.
