Escrilendo 2017: un anno pieno di soddisfazioni

sábado, 23 de dezembro de 2017
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Il 2017 è stato molto intenso anno um per il progetto Escrilendo.
Più di 70 bambini provenienti dalle comunità quilombolas di Matão (due gruppi), Pedra D'Água (due gruppi), Grilo (un gruppo) e Matias (1 gruppo) sono stati coinvolti nelle varie attività.
Le assistenti, tutte appartenenti alle rispettive comunità, hanno dimostrato una buona crescita professionale grazie all'appassionato lavoro di coordinamento di Ivanise Gonçalves de Lima, che, ancora una volta, ha avuto l'occasione di mostrare sul campo la sua grande capacità di formatrice.
In alcuni momenti abbiamo avuto il piacere di utilizzare la consulenza didattica di un'altra insegnante, Ivanilda Gonçalves de Lima, arricchendo la proposta formativa per le nostre assistenti.

Una novità nel progetto di Pedra D'Água è stata l'ingresso della nuova assistente Rosilane che ha brillantemente sostituito sua sorella Rosymare, che, dopo essere stato uno dei pilastri della squadra per cinque anni, ha lasciato per incompatibilità con le sue nuove scelte di vita. Grazie, Rosymare, per il lavoro in questi anni e auguri per il nuovo viaggio nella vita.

Da ricordare che in novembre si sono laureate in pedagogia le sorelle Maria José e Josefa Firmino (quest'ultima assistente di Escrilendo di Pedra D'Água fin dall'inizio delle attività): una meta molto importante per loro, per Escrilendo e per la comunità che vede improvvisamente raddoppiare il numero dei laureati.

Marília, assistente del nucleo del quilombo Matias, ha partecipato ad un corso di acconciature afro; le nuove conoscenze acquisite le permetterà di aiutare le donne di discendenza africana ad assumere la loro identità etnico razziale in un processo progressivo di autostima.

Roseane, assistente di Escrilendo nella comunità del Grilo, ha ripreso i suoi studi e si è iscritta alla facoltà di pedagogia. Avremo un altro laureato tra due anni e mezzo.

Per quanto riguarda le due assistenti del Matão, la notizia dell'ultima ora è che frequenteranno, a partire dal gennaio 2018, un corso universitario di infermeria.

È chiaro che la crescita culturale, combinata con l'esperienza sul campo, contribuirà ad un ulteriore aumento del livello qualitativo del progetto Escrilendo.

Per concludere, è necessario ricordare che tutto questo è possibile grazie al generoso aiuto di amici italiani, in particolare dell'associazione UNITI PER LA VITA di Arese.

Un buon Natale e un felice anno nuovo da tutti i bambini coinvolti nel progetto.

Grilo

Pedra d'Água

Matias

Matão


A seguire un'emozionante testimonianza de Maria José.

per vedere il video cliccare nell'immagine

Due nuove laureate nel progetto Escrilendo

segunda-feira, 16 de outubro de 2017
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Josefa, del quilombo di Pedra d’Água, divenne assistente nel progetto Escrilendo nel 2012 quando era ancora alunna nella scuola media superiore. Maria José, sorella di Josefa, entrò nel grupo nell’aprile del 2014. Pochi mesi dopo ambedue cominciarono la facoltà di Pedagogia all’Università Statale Vale do Acaraú in Campina Grande.
Furono tre anni di grande impegno e molta forza di volontà: tutti i sabati alle cinque del mattino di moto fino a Serra Redonda, da lì una corriera fino a Campina Grande e in seguito due autobus fino ad arrivare all’università. Il ritorno a casa verso le sette di sera.
Bisogna avere una volontà di ferro per salire e scendere,durante la stagione delle piogge, quella salita fangosa che porta alla frazione di Pontima, così come sopportare il calore feroce dell’estate. Ma le nostre due eroine non si lasciarono scoraggiare raggiungendo così l’importante traguardo del diploma in pedagogia. Una meta importante per loro, per Escrilendo e per tutta la comunità: una dimostrazione di come è possibile raggiungere risultati impensabili quando viene offerta un’opportunità a chi non ha mai avuto alcuna possibilità.

Sabato, 26 agosto, ho assisitito alla presentazione della loro tesi: um momento magico, speciale, vedere le “mie ragazze” presentare, emozionate sì, ma com molta competenza il loro lavoro. Una ricerca inedita sull’attività del progetto Escrilendo nelle comunità quilombolas come mezzo di educazione étnico razziale e di riscoperta delle radici africane.
Escrilendo non solo propone nuove conoscenze ai bambini, ma è anche un prezioso stimolo di formazione di nuovi leader comunitari.
Ho la certeza assoluta che le due nuove laureate condivideranno il loro sapere aiutando i quilombolas di Pedra d’Água ad avere sempre maggior coscienza della loro identità etnica e dei loro diritti.

Complimenti Josefa e Maria José, ericordatevi che questo è solo l’inizio di un nuovo cammino per voi e per la vostra comunità. Non smettete di sognare e di continuare a lottare per realizzare i vostri sogni.

Il progetto Escrilendo è una attività dell’Associazione di appoggio alle comunità afrodiscendenti (AACADE) attivo nelle comunità quilombolas di Pedra d’Água, Matias, Grilo e Matão coinvolgendo più di 70 bambini. Fino ad oggi quattro assistenti hanno preso il diploma in pedagogia: Rosymare, Josefa e Maria José di Pedra d’Água e Rosangela di Matão. Renata (Matão) è al secondo anno di infermieristica, Andreza (Matão) ha da poco cominciato la facoltà di Agrologia e Roseane (Grilo) la facoltà di Pedagogia. Marilia (Matias) ha concluso in giugno un corso specializzato di pettinatura afro.

Il progetto Escrilendo è possibile grazie all’aiuto degli amici italiani dell’associazione UNITI PER LA VITA e JUST DANCE di Arese.

LA PIOGGIA GENEROSA - di Luís Zadra

segunda-feira, 3 de julho de 2017
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Man mano che mi addentravo lungo le strade sterrate dei quilombos, verso la metà di maggio, mi assaliva un tormento nel vedere tante piantagioni di fagioli, granoturco, fave ecc... in attesa disperata della pioggia. Le piantine stavano avvizzendo per la siccità e con loro la speranza di un raccolto buono. Quatro anni di siccità che si stavano perpetuando in questo nord est dove il fenomeno delle grandi siccità ricorrenti ha sempre castigato la popolazione, costretta a migrare per non morire di fame.
L´anno scorso al Grilo, dopo aver conquistato la terra con molti anni di lotta, abbiamo sfidato la siccità arando e piantando piú di 40 ettari di terra con l´aiuto del Centro missionario di Trento. Ha piovuto, ma non quanto era necessario. Tutto perduto: solo pochi chili di fagioli e molte sofferenze per i poveri contadini. Ma sono stati i soldi piú ben spesi perchè sono serviti affinchè i quilombolas potessero credere che finalmente la terra era loro, della comunità.

Cerimonia di assegnazione della terra
Quante volte col mio cellulare chiamo per sapere se ha piovuto, se c’è speranza di pioggia. Quest’anno,.finalmente, la pioggia è arrivata, abbondante e generosa e le piantagioni che stavano per perdersi sono rinate. Fa un bene all´anima vedere tutto rigoglioso, la terra bagnata, il verde intenso. Sono molto legato alla terra, al destino di questi contadini che troppo spesso sono aggrappati per un filo alla vita. Non hannio assicurazioni, nessuna garanzia: dipendono esclusivamente dal tempo.Questa volta sarà una buona annata davvero.

Dalla sommità del Grilo lascio che lo sguardo spazi a lungo sulle colline sottostanti, sui campi coltivati che da gialli si sono tinti di verde. Respiro con sollievo pensando alla gioia dei contadini. È un’emozione provare una volta di piú la generosità delle persone genuine che sanno dire grazie senza proferire parole attraverso il dono dei primi fagioli verdi, zucche, granoturco.
Non ci sono soldi che paghino questa sensazione unica che deriva dal contatto con gli elementi primordiali del mondo: la terra, l´acqua, le sementi ed i frutti del lavoro delle mani.
Quante volte ho affondato i piedi nudi nella terra bagnata quasi per sentirne l´abbraccio materno.


In mezzo ad una bufera politica ed economica che sta imperversando in Brasile, bisogna aggrapparsi ai piccoli segni di vita. Sedersi su un tronco con i contadini per vederne il sorriso, la soddisfazione, è un momento impagabile.
Tornato a casa distribuisco quanto ho ricevuto, nulla puó andare perduto di questi doni preziosi che sono carichi di storia, di anni duri, di racolto sognato e spesso frustrato.
Il granoturco sarà abbondante per le classiche feste di giugno dove tutto gira attorno ai tradizionali faló ed ai piatti prepararti col granoturco verde. E la festa quest´anno sarà cosí bella e buona da far dimenticare le annate perdute. La vita qui è sempre un ricominciare: "domani sarà meglio", dicono sempre.











Autostima

quinta-feira, 29 de junho de 2017
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Uno dei tanti paradossi del Brasile è che, pur essendo un paese con popolazione in maggioranza di discendenza africana, la matrice “nera” è praticamente invisibile, nel senso che i modelli “culturali” imposti da una minoritaria ma potente elite bianca sono totalmente autoreferenziali.
Non c'è quindi da stupirsi se tutto gira intorno alla supremazia della “razza” bianca (minoritaria) a discapito di modelli alternativi tipici della maggioranza della popolazione.
Tanto per fare un esempio molto facile da comprendere, basta vedere una piccola rassegna delle top model brasiliane per scoprire che sono tutte bianche che più bianche non si può.


Come meravigliarsi quindi se le ragazze brasiliane in generale tendano ad identificarsi in questo tipo di bellezza? Cosa peraltro problematica per le ragazze nere che, al di là del colore della pelle, si ritrovano con capelli ricci e crespi. E allora ecco trattamenti impossibili per stirare i capelli, usando quintali di prodotti chimici, per raggiungere un risultato che difficilmente risulta durevole; alla prima pioggia tutto torna come prima. Facilmente immaginabili gli effetti negativi sull’autostima, già di per se stessa bassa.
Chiaramente questo è solo uno degli aspetti del razzismo che contraddistingue la società brasiliana, non per questo meno importante per le conseguenze sulla psiche femminile.
Nella Casa dos sonhos, istituzione con la quale collaboro, ospitiamo ogni giorno circa 120 bambini e adolescenti appartenenti a una comunità estremamente carente e povera. La maggioranza di loro è ovviamente nera e soffre di tutti i problemi tipici di chi vive sulla propria pelle le conseguenze di una società razzista. Da anni, con le ragazze, cerchiamo di sviluppare la loro autostima non solo a parole, ma anche aiutandole a riscoprire e apprezzare modelli di bellezza “nera”.


La conferma che il cammino che abbiamo intrapreso è promettente l’abbiamo avuta durante la classica festa di São João il 24 giugno scorso: vedere per credere!





Mani di donna: le mani di Leonilda

terça-feira, 27 de junho de 2017
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Queste sono le mani di Leonilda, una quilombola del Grilo. Paquihna come é chiamata dalla comunitá, ha poco piu di 50 anni, lavora la terra, fa il muratore e dirige la comunità del Grilo. Questa donna è sempre una sorpresa: statura bassa, aparentemente fragile ma con una grinta eccezzionale. La sofferenza l´ha sempre accompagnata. Spesso l´abbiamo trovata avvilita per problemi di famiglia e di comunità: ma la durezza della vita non le ha mai tolto la voglia di ricominciare, di andare avanti. Con un sorriso sempre contagiante ti accoglie, ti guarda negli occhi. Osservo le sue mani callose, ruvide ma intense nella stretta.


“Paquihna, con queste tue mani, ancora bambina hai lavorato la terra: mani callose, rovinate e lavorate dal tempo, scolorite, quasi color terra. Mani sempre aperte, accoglienti Com queste mani hai accarezzato, vezzeggiato, accudito con amore quatro figli. Hai strappato dalla terra spesso arida ed ingrata, terra altrui, non pochi frutti di un lavoro estenuante. Con queste tue mani hai asciugato non poche lacrime che ti hanno spesso accompagnato. Mani operose, instancabili e generose nel costruire cisterne e case, le casette colorite aggrappate al granito della sommità del Grilo. Queste tue mani spesso si aprono per condividere i frutti del tuo lavoro e molti abbracci. Sono un libro aperto che potrebbe raccontare infinite storie, nascoste nelle molte pieghe. Sono belle così, perché sono vere".
Luís Zadra

Ricominciano a pieno ritmo i progetti per l'infanzia e la gioventù nei quilombos

domingo, 19 de março de 2017
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Il primo proposito dell’anno 2017 fu chiaro: fare uma valutazione delle attività e progetti in cui ero coinvolto, stilare una graduatoria, selezionare i più importanti e, per farla breve, capire come poter diminuire il ritmo.
Il risultato del buon proposito? Confermate le attività del progetto Escrilendo nelle comunità quilombolas di Matão (due gruppi), di Pedra d’Água (due gruppi) e di Matias (un gruppo), viene aperto un nuovo progetto nel quilombo Grilo (un gruppo).

Lo stesso dicasi del progetto di percussione e danza afro. Chiudere oloduMatão dopo un anno e mezzo di intensa partecipazione? Se ci ho fatto un pensierino, ho dovuto subito lasciarlo da parte: rischio di immediata lapidazione o, nel migliore dei casi, di essere “suonato” come un tamburo (e vi posso garantire che i ragazzi picchiano forte, e come!).
E allora cosa di meglio che continuare con oloduMatão e dare avvio a un nuovo gruppo di percussione e danza afro nel quilombo di Pedra d’Água? Lo abbiamo battezzato con il nome di NDUNGU YE KINA che, tradotto dalla lingua kikongo, significa tamburo e danza.
Chiedere all’amica Silvia che cogestisce i due progetti di rallentare un pó é come voler fermare un Frecciarossa lanciato ad alta velocitá con i freni rotti.

E come dire di no a Casa dos sonhos che é ritornata alla carica perché riprendessi i corsi di fotografia? Chiaramente ho accettato ma, sia ben chiaro, solo due corsi per settimana.

Non c’è bisogno che lo diciate: smettila di fare finta di lamentarti, lo sanno tutti che ti piace e quindi, avanti tutta.

Per quanto riguarda il progetto Escrilendo, abbiamo una nuova assistente a Pedra d’Água: Rosilane alla quale diamo il benvenuto e facciamo tanti auguri perché la sua sia un’esperienza di crescita personale e culturale assieme ai suoi bambini.
Come pure facciamo tanti auguri a Roseane che avrá il suo bel da fare con la nuova esperienza nel quilombo Grilo.
Quaest’anno sará importante anche perché vedremo altre due assistenti concludere il corso universitario in pedagogia: complimenti Josefa e Maria José, la festa sarà grande.

PS. È um obbligo, oltre che um piacere, ricordare che questi progetti funcionano grazie alla generosità degli amici di UNITI PER LA VITA e JUST DANCE di Arese.


Primo incontro del progetto Escrilendo nella comunità qulombola Grilo con l'assistente Roseane e la coordinatrice Nise



Ripresa delle attività di Escrilendo al quilombo Matias con l'assistente Marília e la coordinatrice Nise 


Ripresa delle attività di Escrilendo al quilombo Matão con le assistenti Josita e Andreza e la coordinatrice Nise 


Primo incontro di programmazione del progetto di percussione e danza afro NDUNGU YE KINA nel quilombo Pedra d'Água

Costruzione dei tamburi e prima aula di percussione con il professor Alberto


Prima aula di danza con l'insegnante Silvia e la sua assistente Clarice


Ripresa delle attività di Escrilendo al quilombo Pedra d'Água con le assistenti Maria José e Rosilane e la coordinatrice Nise 

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